Pensare è una funzione naturale della mente. Riflettere su una decisione, analizzare un’esperienza o immaginare scenari futuri può essere utile.
Il problema nasce quando il pensiero diventa ripetitivo e non porta a una soluzione.
È quello che comunemente viene definito overthinking: un ciclo di pensieri dal quale sembra difficile uscire.
Pensare o rimuginare?
Riflettere su un problema può aiutarci a trovare una soluzione.
Il rimuginio, invece, tende a ripetere gli stessi interrogativi senza produrre nuove risposte.
“Avrei dovuto dire qualcosa di diverso?”, “E se succedesse qualcosa?”, “Perché ho fatto quella scelta?” possono diventare domande ripetute all’infinito.
Perché la mente lo fa?
Il nostro cervello cerca naturalmente di prevedere e controllare ciò che accade.
Quando una situazione è incerta, continuare ad analizzarla può dare temporaneamente l’impressione di essere preparati.
Il paradosso è che più cerchiamo di ottenere certezza assoluta, più possono aumentare dubbi e domande.
Riconoscere il momento in cui inizia
Il primo passo consiste nell’accorgersi che siamo entrati nel ciclo.
Possiamo chiederci:
“Sto cercando una soluzione concreta oppure sto ripetendo lo stesso pensiero?”
Questa domanda aiuta a distinguere problem solving e rimuginio.
Mettere il pensiero per iscritto
Scrivere ciò che abbiamo in testa può aiutare a trasformare un flusso indistinto in qualcosa di più concreto.
Possiamo dividere un foglio in due colonne:
Cosa posso controllare
Cosa non posso controllare
Questa distinzione permette di concentrare l’attenzione sulle azioni possibili.
Stabilire un tempo per preoccuparsi
Per alcune persone può essere utile dedicare un momento specifico della giornata alle preoccupazioni.
Quando il pensiero compare in un altro momento, possiamo annotarlo e rimandarlo a quello spazio.
L’obiettivo non è reprimere il pensiero, ma evitare che occupi continuamente la giornata.
Tornare al presente
Quando la mente è concentrata su scenari futuri o su eventi passati, riportare l’attenzione al momento presente può interrompere temporaneamente il ciclo.
Camminare, concentrarsi sulla respirazione, descrivere ciò che vediamo intorno a noi o impegnarsi in un’attività concreta sono possibili strategie.
Non cercare la certezza assoluta
Una parte dell’overthinking nasce dal desiderio di avere la risposta perfetta prima di agire.
Nella vita, però, molte decisioni devono essere prese in condizioni di incertezza.
Imparare a tollerare una certa dose di dubbio può essere più utile che cercare di eliminarlo completamente.
Quando chiedere aiuto
Se i pensieri ripetitivi sono molto frequenti, generano forte sofferenza o interferiscono con sonno, lavoro e relazioni, può essere utile rivolgersi a uno psicologo.
Conclusione
Non possiamo impedire alla mente di produrre pensieri.
Possiamo però imparare a riconoscere quando un pensiero è utile e quando, invece, ci tiene bloccati.
L’obiettivo non è avere una mente completamente silenziosa, ma sviluppare un rapporto più flessibile con ciò che pensiamo.

