Aceto balsamico: tradizionale DOP contro IGP

Una tradizione nata nelle soffitte

Il balsamico tradizionale nasce nelle province di Modena e Reggio Emilia, dove per generazioni le famiglie hanno conservato nelle soffitte piccole botti di mosto d’uva cotto, lasciandolo maturare per anni. Nelle famiglie era un bene prezioso: lo si tramandava e lo si regalava, anche come dote.

Le due cose da non confondere

Aceto Balsamico Tradizionale DOPAceto Balsamico di Modena IGP
IngredientiSolo mosto d’uva cottoAceto di vino e mosto d’uva
InvecchiamentoAlmeno 12 anni, 25 per l’extravecchioAlmeno 60 giorni, 3 anni per l'”invecchiato”
SaporeDenso, dolce-acido, complessoPiù fluido, acidità più marcata
CostoAlto, bottiglie da 100 mlAccessibile, da poco a molto
UsoA gocce, a crudoIn cucina, anche cotto

Il tradizionale può nascere solo a Modena o a Reggio Emilia, segue un disciplinare molto severo e matura in una serie di botticelle di legni diversi, la “batteria”. Il balsamico di Modena IGP è un prodotto più industriale e più diffuso, che ha comunque regole precise.

Come leggere l’etichetta

  • Cerca la dicitura completa “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP” (o di Reggio Emilia DOP) e il marchio del consorzio.
  • Il tradizionale di Modena è venduto in una bottiglietta da 100 ml dalla forma caratteristica.
  • “Condimento balsamico” è un’altra categoria ancora, senza le garanzie di DOP e IGP.
  • Controlla ingredienti e anni di invecchiamento: più sono dichiarati con precisione, meglio è.

Come si usa

Il tradizionale non si cuoce: si usa a gocce, a crudo, su scaglie di parmigiano, sulle fragole, su un uovo al tegamino o su un arrosto già pronto. Il calore ne distrugge i profumi. Il balsamico di Modena IGP, invece, va bene per condimenti, glasse e per la cucina di tutti i giorni.

Una boccetta di tradizionale dura molto, perché ne basta una goccia: va pensata come un condimento da regalo o da occasioni.

Carrello